Defibrillatore

Defibrillatore

La Farmacia Menconi dispone di un Defibrillatore semiautomatico (DAE) per la sicurezza della comunità e dei clienti. Questo dispositivo è registrato nel registro informatico regionale presso la Centrale regionale 118, come previsto dal “Progetto Umbria diffusione dei defibrillatori semiautomatici esterni”, approvato nel 2011 dalla Giunta Regionale.

L’arresto cardiocircolatorio è una delle principali cause di morte nei paesi industrializzati, colpendo 1 persona su 1000. Ogni anno in Italia si registrano circa 60.000 morti per Arresto Cardiaco. Un 25% di queste persone potrebbero essere salvate con un intervento di rianimazione entro pochi minuti dall’evento. La defibrillazione è, perciò, una manovra salvavita fondamentale in queste situazioni. La normativa vigente consente l’uso dei defibrillatori anche da parte di personale non medico o infermieristico, purché siano stati formati correttamente. Il personale della nostra farmacia è stato formato al primo soccorso in caso di arresto cardiaco, alla rianimazione cardiorespiratoria e all’utilizzo del Defibrillatore, attraverso corsi BLSD per operatori sanitari.

Il BLSD (Basal Life Support and early Defibrillation) è un insieme di procedure finalizzate a ripristinare il battito cardiaco in caso di arresto. I nostri farmacisti hanno conseguito l’abilitazione all’uso del DAE attraverso corsi teorico-pratici presso il Centro di Alta Formazione HANDS FOR LIFE dell’American Heart Association (accreditato ai 118 delle varie Regioni di Italia) e sono sottoposti ad aggiornamento annuale.

Defibrillatore - Farmacia Menconi

Arresto cardiocircolatorio

Se il cuore e i polmoni si fermano, cessa il rifornimento di sangue e, conseguentemente, di ossigeno ai tessuti e agli organi, dei quali il più sensibile alla carenza di ossigeno è il cervello: già dopo 8-10 minuti di assenza di circolazione il cervello subisce danni irreversibili, ovvero gravissime lesioni che potrebbero comportare danni all’uso della parola, al movimento e alle capacità cognitive e quindi alla vita di relazione e lavorativa dell’individuo. Per tale motivo, in caso di Acc, è necessario mettere in atto un protocollo di sostegno delle funzioni vitali, noto come Basic Life Support (Bls), che consiste in una serie di manovre di massaggio cardiaco e respirazione artificiale per mantenere l’ossigenazione del cervello. Questi interventi, tuttavia, sono generalmente inefficaci nel ripristinare il funzionamento autonomo della pompa cardiaca e della respirazione. L’anello successivo della catena della sopravvivenza è rappresentato dalla defibrillazione, a cura del personale sanitario o non medico ma adeguatamente formato e qualificato. La defibrillazione è attuata con apparecchi che erogano una scarica elettrica, in grado di far ripartire la pompa cardiaca. La tempestività dell’intervento è cruciale; ogni minuto che passa dall’inizio dell’arresto cardiaco, infatti, fa scendere del 10% circa la probabilità di successo della scarica elettrica trasmessa con il defibrillatore. Dopo 5 minuti le possibilità di ripresa sono già scese al 50%, dopo 8 minuti al 20%.

Cos’è il Defibrillatore semiautomatico

È un apparecchio di dimensioni e peso limitati (solo 2 kg), dotato di 2 pulsanti (acceso/spento e scarica). Dopo aver applicato le placche sul torace del soggetto in Acc, e acceso lo strumento, esso effettua un’analisi del ritmo cardiaco del paziente, decidendo in autonomia e sicurezza quando e se defibrillare. Il Dae utilizza una scarica bifasica a bassa energia (150 joule), non dannosa per il miocardio ed è caratterizzato da una rapidità di intervento notevole: il tempo necessario per predisporre il defibrillatore alla sua funzione è di 30-40 secondi dal momento in cui ci si appresta ad impiegarlo.

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