Pelle grassa: consigli per averne cura

Se ti stai chiedendo come trattare la pelle grassa, ti stai ponendo la domanda sbagliata. La pelle grassa necessita di attenzioni quotidiane specifiche, quindi prima di tutto bisogna conoscerla per imparare a prendersene cura. L’aspetto lucido e i pori dilatati sono alcune delle caratteristiche più evidenti e visibili della pelle grassa o seborroica*. Caratteristiche legate alle ghiandole sebacee (deputate a fornire il sebo cutaneo), che costituzionalmente tendono a “lavorare” un po’ di più rispetto alla pelle normale. La condizione di pelle seborroica, determinata dal corredo genetico individuale, riguarda giovani e adulti, mentre è tendenzialmente più rara in età matura e molto matura. Può essere influenzata da alcuni fattori ormonali, per esempio il ciclo mestruale, ma anche dallo stress e da un’alimentazione poco equilibrata.

L’ASPETTO DI UNA CUTE SEBORROICA
L’aspetto lucido deriva dalla natura grassa del sebo, che è composto principalmente da lipidi fluidi – quindi oleosi. Accanto ai lipidi, c’è anche una frazione di grassi più consistenti, definiti cerosi. Quando i grassi cerosi sono prevalenti, l’aspetto non è lucido ma untuoso e la carnagione è spenta Chi ha la pelle grassa, anche senza imperfezioni di natura acneica, rileva elementi esteticamente sgradevoli: l’aspetto è lucido o untuoso, i pori sono dilatati, la grana della pelle è poco omogenea, talvolta con comedoni. Inoltre, il trucco non “tiene”. Una corretta beauty routine con prodotti cosmetici specifici, a partire dai detergenti fino ad arrivare al make up, rappresenta una scelta ideale in caso di pelle grassa. Senza però dichiarare guerra al sebo!

COSA FARE PER LA PELLE GRASSA – IL SEBO, INDISPENSABILE NELLE GIUSTE QUANTITÀ
Nella pelle seborroica c’è un flusso eccessivo di sebo, infatti il termine seborrea deriva dal latino sebum – che significa grasso – e dal greco ῥέω, scorrere. Ma è importante sottolineare che, di per sé, il sebo prodotto in quantità normali è necessario, anzi indispensabile per il benessere della pelle. Il sebo è un insieme di sostanze grasse – cioè lipidi di diverso tipo, come i trigliceridi, gli acidi grassi, le squalene, il colesterolo – che insieme servono a rendere morbida la pelle. Il sebo, infatti, diffuso negli strati epidermici più superficiali, ammorbidisce le lamelle dello strato corneo costituite dalla cheratina (proteina molto dura e resistente), ma soprattutto contribuisce a proteggere la cute, come una specie di barriera. In primo luogo, perché essendo grasso conferisce un certo grado di impermeabilità alla cute, secondariamente perché i suoi componenti sono fondamentali a livello microscopico per rendere compatto lo strato corneo: una garanzia di barriera nei confronti degli agenti esterni e contemporaneamente una barriera alla perdita d’acqua transepidermica.

DINAMICA DEL FLUSSO DI SEBO ED EFFETTO REBOUND
Il sebo non è veramente “prodotto” dalle ghiandole sebacee (ghiandole a secrezione olocrina associate a un follicolo pilifero – unità pilo-sebacea), bensì il risultato della loro disgregazione. Queste ghiandole, infatti, scompaiono e poi si riformano man mano che le cellule specifiche (sebociti) proliferano e si aggregano. Si può parlare di dinamica del flusso di sebo sulla superficie della pelle come di un processo a più stadi:

  • proliferazione dei delle cellule specializzate (sebociti);
  • produzione di lipidi all’interno dei sebociti;
  • disgregazione dei sebociti;
  • stoccaggio di sebo nei canali follicolari;
  • fuoriuscita del sebo lungo i canali, poi dai pori e diffusione tra le cellule dello strato corneo e sulla superficie cutanea.

Il sebo immagazzinato nei canali follicolari che sboccano nell’epidermide, formando i pori, serve appunto come reservoir per garantire un flusso costante e indipendente dalla velocità di proliferazione delle cellule che compongono la ghiandola sebacea (sebociti). Quindi la fuoriuscita di sebo dai pori è regolata dalla pressione esercitata dal nuovo sebo che si forma e dalla “secrezione” passiva, cioè dallo svuotamento dei reservoir. È dimostrato che, sgrassando la pelle con solventi, nel giro di pochissimi minuti il mantello lipidico viene ripristinato, come per un “rimbalzo immediato”, e proprio perché “immediato”, è ovvio che questo effetto rebound è dato semplicemente dallo svuotamento dei reservoir. Un evento fisiologico che non è correlato, come talvolta si pensa, a stimolazione delle ghiandole sebacee.

PORI DILATATI E COMEDONI
Nella pelle grassa, la maggiore quantità di sebo crea, verso la superficie cutanea, un flusso dinamico più abbondante che tende ad allargare le aree di sbocco, ovvero dilata i pori. Quando oltre alla seborrea c’è un ispessimento cutaneo (ipercheratinizzazione), il sebo defluisce con maggiore difficoltà verso la superficie e tende ad accumularsi formando i comedoni. L’accumulo di sebo può essere coperto da cellule cornee (comedone chiuso o punto bianco) oppure essere esposto all’ambiente esterno e pertanto diventare scuro per effetto ossidante dell’aria (comedone aperto o punto nero). In soggetti predisposti, i comedoni possono rappresentare un ambiente favorevole alla proliferazione incontrollata di specie della flora batterica normalmente presenti sulla pelle (Cutibacterium acnes), con possibile evoluzione dei punti neri e bianchi in manifestazioni infiammatorie di tipo acneico (papule, pustole). Tuttavia, bisogna ricordare che la condizione di pelle grassa non è sufficiente, da sola, a determinare l’insorgenza di acne.

BEAUTY ROUTINE PER LA PELLE GRASSA
Ora che abbiamo capito cosa sia il sebo e la sua fondamentale funzione per la pelle, è importante capire come prendersi cura della pelle grassa. Obiettivi principali dei detergenti e trattamenti cosmetici per la pelle grassa sono l’azione normalizzante dell’attività sebacea e di miglioramento della grana della pelle, anche in relazione alla riduzione della dilatazione dei pori. Nei trattamenti e nel make-up, poi, non deve mancare una capacità opacizzante prolungata. Per prendersi cura della pelle grassa, meglio prediligere formule testate non comedogene, senza dimenticare che la sera è indispensabile rimuovere il trucco e le impurità che durante il giorno esso ha inglobato. Per detergere il viso mattina e sera, ideali le formule a risciacquo con una componente schiumogena, utile per rimuovere in modo efficace l’eccesso di sebo, senza tuttavia ricorrere a prodotti troppo aggressivi. Quindi detergenti delicati ad azione seboregolatrice in grado di purificare la pelle e riequilibrare il microbiota cutaneo. E, per completare, una lozione tonica formulata con ingredienti blandamente astringenti e coadiuvanti nella seboregolazione. Lo step successivo è un trattamento idratante e protettivo, perché anche se la pelle è grassa ha bisogno di idratazione quotidiana. Questi cosmetici sono spesso formulati con ingredienti vegetali dalle proprietà astringenti e purificanti, come la resina di Lentisco, efficace nel regolare la seborrea, controllando l’“effetto lucido” e riducendo giorno dopo giorno la dilatazione dei pori. Per un trattamento intensivo uniformante e levigante della grana della pelle, 2-3 volte a settimana si può utilizzare una lozione peeling a base di alfa-idrossiacidi. In alternativa al micro-peeling chimico, un esfoliante scrub da utilizzare senza sfregare eccessivamente, ma rispettando la pelle anche nella gestualità.

Leggi gli altri articoli

Condividi questo contenuto su: