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nurofen 12 cpr

NUROFEN 200 mg 12 cpr

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Antinfiammatori e antireumatici non steroide a base di ibuprofene

Categoria: Tag: Product ID: 4152

Descrizione prodotto

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:
Antinfiammatori e antireumatici non steroidei, derivati dell’acido pro prionico.

PRINCIPI ATTIVI:
Ibuprofene.

ECCIPIENTI:
Compresse rivestite 200 mg: croscarmellosa sodica, sodio laurilsolfato , sodio citrato, acido stearico, silice colloidale anidra, carmellosa sodica, talco, gomma arabica nebulizzato essiccato, saccarosio, titani o biossido, macrogol 6000, ossido di ferro nero (E 172).
Compresse riv estite 400 mg: croscarmellosa sodica, sodio laurilsolfato, sodio citra to, acido stearico, silice colloidale anidra, carmellosa sodica, talco , gomma arabica nebulizzato essiccato, saccarosio, titanio biossido, m acrogol 6000, ossido di ferro rosso (E 172).

INDICAZIONI:
Dolori di varia natura: mal di testa, mal di denti, nevralgie, dolori muscolari e osteoarticolari, dolori mestruali.
Coadiuvante nel trattam ento sintomatico degli stati febbrili ed influenzali.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR:
Pazienti con ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi d egli eccipienti.
Pazienti che hanno manifestato broncospasmo, asma, ri niti od orticaria conseguenti all’impiego di acido acetilsalicilico o di altri prodotti antinfiammatori non steroidei.
Pazienti con grave in sufficienza epatica, renale o cardiaca.
Pazienti con storia di emorrag ia o perforazione gastrointestinale, correlati a precedenti terapie co n FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei).
Pazienti con ricorrent i ulcere peptiche/emorragie in atto o pregresse (due o piu’ distinti e pisodi di provata ulcerazione o sanguinamento).
E’ controindicato dura nte l’ultimo trimestre di gravidanza e nei bambini al di sotto dei 12 anni.
Contiene saccarosio: i pazienti affetti da rari problemi eredita ri di intolleranza al fruttosio, da malassorbimento di glucosio-galatt osio o da insufficienza di sucrasi isomaltasi non devono assumere ques to medicinale.

POSOLOGIA:
>>Somministrazione orale: non somministrare ai bambini di eta’ inferio re ai 12 anni.
Si consiglia ai pazienti con problemi di sensibilita’ g astrica di assumere il farmaco a stomaco pieno.
Se la sintomatologia p ersiste o peggiora dopo un breve periodo di trattamento, consultare il medico.
Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l’uso della dose minima efficace per la durata di trattamento piu’ breve po ssibile necessaria per controllare i sintomi.
>>Compresse rivestite 20 0 mg.
Adulti e ragazzi oltre i 12 anni: 1-2 compresse, 2-3 volte al gi orno.
Non superare la dose di 1200 mg (6 compresse) nelle 24 ore.
Per gli anziani non sono richieste modificazioni dello schema posologico.
>>Compresse rivestite 400 mg.
Adulti e ragazzi oltre i 12 anni: una co mpressa 2-3 volte al giorno.
Non superare la dose di 1200 mg (3 compre sse) nelle 24 ore.
Per gli anziani non sono richieste modifiche dello schema posologico.

CONSERVAZIONE:
Conservare le compresse rivestite 400 mg ad una temperatura non superi ore ai 30 gradi C.

AVVERTENZE:
E’ necessaria cautela in pazienti con: lupus eritematoso sistemico o c on malattia mista del connettivo; storia di ipertensione e/o insuffici enza cardiaca poiche’, in associazione alla terapia con FANS, sono sta te riportate ritenzione idrica ed edema; alterazioni renali; disfunzio ni epatiche; difetti della coagulazione.
L’uso deve essere evitato in concomitanza di altri FANS, inclusi gli inibitori selettivi della cicl ossigenasi-2.
Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l’uso della dose minima efficace per la durata di trattamento piu’ bre ve possibile necessaria per controllare i sintomi (vedere i rischi gas trointestinali e cardiovascolari di seguito).
Cautela e’ richiesta (di scutere con il proprio medico o farmacista) prima di iniziare il tratt amento nei pazienti con anamnesi positiva per ipertensione e/o insuffi cienza cardiaca poiche’ in associazione al trattamento con i FANS sono stati riscontrati ritenzione di liquidi, ipertensione ed edema.
Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l’uso di ibuprofene, p articolarmente ad alte dosi (2400 mg al giorno) e per trattamenti di l ungo periodo, puo’ essere associato con un lieve incremento del rischi o di eventi trombotici arteriosi (per esempio infarto del miocardio o ictus).
Complessivamente, gli studi epidemiologici non suggeriscono ch e basse dosi di ibuprofene (per esempio, L.
1200 mg al giorno) siano a ssociate ad un aumentato rischio di infarto del miocardio.
Particolare cautela deve essere adottata nel trattamento dei pazienti con funzion alita’ epatica o renale ridotta.
In tali pazienti e’ opportuno ricorre re al monitoraggio periodico dei parametri clinici e di laboratorio, s pecialmente in caso di trattamento prolungato.
I pazienti anziani hann o un aumento della frequenza delle reazioni avverse ai FANS, specialme nte emorragie e perforazioni gastrointestinali, che possono essere fat ali.
Durante il trattamento con tutti i FANS, in qualsiasi momento, co n o senza sintomi di preavviso o precedente storia di gravi eventi gas trointestinali, sono state riportate emorragia gastrointestinale, ulce razione e perforazione, che possono essere fatali.
Negli anziani e in pazienti con storia di ulcera, soprattutto se complicata da emorragia o perforazione, il rischio di emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione e’ piu’ alto con dosi aumentate di FANS.
Questi pazien ti devono iniziare il trattamento con la piu’ bassa dose disponibile.
L’uso concomitante di agenti protettori (es.
misoprostolo o inibitori di pompa protonica) deve essere considerato per questi pazienti ed anc he per pazienti che assumono basse dosi di acido acetilsalicilico o al tri farmaci che possono aumentare il rischio di eventi gastrointestina li.
Pazienti con storia di tossicita’ gastrointestinale, in particolar e anziani, devono riferire qualsiasi sintomo gastrointestinale inusual e (soprattutto emorragia gastrointestinale) in particolare nelle fasi iniziali del trattamento.
Cautela deve essere prestata ai pazienti che assumono farmaci concomitanti che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazione o sanguinamento, come corticosteroidi orali, anticoagulant i come warfarin, inibitori selettivi del reuptake della serotonina o a genti antiaggreganti come l’acido acetilsalicilico.
Quando si verifica emorragia o ulcerazione gastrointestinale in pazienti che assumono il prodotto, il trattamento deve essere sospeso.
I FANS devono essere so mministrati con cautela ai pazienti con una storia di malattia gastroi ntestinale (colite ulcerosa, morbo di Crohn) poiche’ tali condizioni p ossono essere esacerbate.
Gravi reazioni cutanee, alcune delle quali f atali, includenti dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi tossica epidermica, sono state riportate molto raramente in associazione con l’uso dei FANS.
Nelle prime fasi della terapia i paz ienti sembrano essere a piu’ alto rischio: l’insorgenza della reazione si verifica nella maggior parte dei casi entro il primo mese di tratt amento.
Interrompere alla prima comparsa di rash cutaneo, lesioni dell a mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilita’.
In pazienti con asma bronchiale o malattie allergiche in atto o pregresse puo’ insorge re broncospasmo.
Gli anziani hanno maggior rischio di conseguenze da r eazioni avverse.
Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati u sando la minima dose efficace per il minor tempo possibile.
Durante tr attamenti prolungati con prodotti medicinali analgesici a dosi superio ri a quelle indicate puo’ insorgere mal di testa che non deve essere t rattato con dosi maggiori del prodotto.
In generale, l’uso abituale di analgesici, soprattutto delle associazioni di diversi principi attivi analgesici, puo’ portare a lesioni renali permanenti con rischio di i nsorgenza di insufficienza renale (nefropatia da analgesici).

INTERAZIONI:
L’ibuprofene (come altri FANS) deve essere utilizzato con cautela in a ssociazione con: corticosteroidi (aumento del rischio di ulcerazione o emorragia gastrointestinale), anticoagulanti (i FANS possono aumentar e gli effetti degli anticoagulanti, come il warfarin), agenti antiaggr eganti e inibitori selettivi del reuptake della serotonina, cioe’ con SSRIs (aumento del rischio di emorragia gastrointestinale).
L’acido ac etilsalicilico e gli altri FANS possono far aumentare il rischio di re azioni avverse a carico del tratto gastrointestinale.
I FANS possono r idurre l’effetto di diuretici, ACE inibitori e antagonisti dell’angiot ensina II.
In alcuni pazienti con funzione renale compromessa (per ese mpio pazienti disidratati o pazienti anziani con funzione renale compr omessa) la co-somministrazione di un ACE inibitore o di un antagonista dell’angiotensina II e di agenti che inibiscono il sistema della cicl o-ossigenasi puo’ portare a un ulteriore deterioramento della funzione renale, che comprende una possibile insufficienza renale acuta, gener almente reversibile.
Queste interazioni devono essere considerate in p azienti che assumono il medicinale in concomitanza con ACE inibitori o antagonisti dell’angiotensina II.
Quindi, la combinazione deve essere somministrata con cautela, specialmente nei pazienti anziani.
I pazie nti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in consid erazione il monitoraggio della funzione renale dopo l’inizio della ter apia concomitante.
Esistono dimostrazioni della possibilita’ di un pot enziale aumento dei livelli di litio nel sangue, con possibilita’ di r aggiungimento della soglia tossica.
Qualora tale associazione sia nece ssaria, monitorare la litiemia allo scopo di adattare la posologia del litio durante il trattamento contemporaneo con ibuprofene.
Esistono d imostrazioni della possibilita’ di un aumento dei livelli plasmatici d i metotrexato.
Esistono dimostrazioni di aumentato rischio di emartros i ed ematoma in pazienti emofilici sieropositivi per l’HIV se trattati contemporaneamente con zidovudina e ibuprofene.
I FANS possono increm entare l’effetto ipoglicemico delle solfoniluree spiazzandole dai siti di legame con le proteine plasmatiche.
Dati sperimentali indicano che l’ibuprofene puo’ inibire gli effetti dell’acido acetilsalicilico a b asse dosi sull’aggregazione piastrinica quando i farmaci sono somminis trati in concomitanza.
Tuttavia, l’esiguita’ dei dati e le incertezze relative alla loro applicazione alla situazione clinica non permettono di trarre delle conclusioni definitive per l’uso continuativo di ibup rofene; sembra che non vi siano effetti clinicamente rilevanti dall’us o occasionale dell’ibuprofene.

EFFETTI INDESIDERATI:
Non comuni (>=1/1000 <=1/100), rare (>=1/10000 <=1/1000), molto rare ( <=1/10000).
Alterazioni del sangue e sistema linfatico.
Molto rare: di sordini ematopoietici (anemia, leucopenia, trombocitopenia, pancitopen ia, agranulocitosi).
Le prime manifestazioni sono: febbre, mal di gola , ulcere superficiali del cavo orale, sintomi simil-influenzali, sposs atezza grave, sanguinamenti nasali e cutanei.
Alterazioni del sistema immunitario.
Molto rare: in pazienti con preesistenti disordini autoim muni (lupus eritematoso sistemico, malattia mista del connettivo) sono stati osservati durante il trattamento con ibuprofene casi isolati di sintomatologia da meningite asettica come rigidita’ nucale, mal di te sta, nausea, vomito, febbre o disorientamento.
Alterazioni del sistema nervoso.
Non comuni: mal di testa e vertigini.
Disturbi oculari.
Molt o rari: qualche raro caso di alterazione oculare con conseguenti distu rbi visivi.
Alterazioni cardiache.
Non comuni: edema, ipertensione e i nsufficienza cardiaca sono stati riportati in associazione con trattam enti con FANS.
Alterazioni del apparato gastro-intestinale.
Non comuni : disordini gastrointestinali quali dispepsia, dolori addominali e nau sea.
Rare: diarrea, flatulenza, stitichezza e vomito.
Molto rare: ulce re peptiche, perforazione o emorragia gastrointestinali (talvolta fata le, particolarmente negli anziani) melena, ematemesi, stomatiti ulcera tive, esacerbazione di colite e morbo di Crohn meno frequentemente e’ stata osservata gastrite.
Alterazioni del sistema epatobiliare.
Molto rare: disordini epatici, specialmente a seguito di trattamenti a lungo termine.
Alterazioni della cute e del tessuto sottocuteneo.
Molto rar e: possono insorgere forme gravi di reazioni cutanee, quale l’eritema multiforme reazioni bollose incluse sindrome di Stevens-Johnson e necr olisi tossica epidermica.
Alterazioni renali e delle vie urinarie.
Mol to rare: possono verificarsi diminuzione dell’escrezione di urea ed ed ema, nonche’ insufficienza renale acuta necrosi papillare, particolarm ente a seguito di trattamenti a lungo termine aumento delle concentraz ioni seriche di urea.
Disordini generali e alterazioni del sito di som ministrazione.
Non comuni: reazioni di ipersensibilita’ con orticaria e prurito.
Molto rari: gravi reazioni di ipersensibilita’.
I sintomi p ossono essere: gonfiore del volto, della lingua e della laringe, dispn ea, tachicardia, ipotensione o shock grave.
Esacerbazione dell’asma.
S tudi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l’uso di ibuprofen e, particolarmente ad alte dosi (2400 mg al giorno) e per trattamenti a lungo termine, puo’ essere associato con un lieve aumento del rischi o di eventi trombotici arteriosi (per esempio infarto del miocardio o ictus).

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:
L’inibizione della sintesi delle prostaglandine puo’ colpire negativam ente la gestante e/o lo sviluppo embrio/fetale.
Dati ottenuti da studi epidemiologici suggeriscono un aumento del rischio di aborto, malform azione cardiaca e gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintes i di prostaglandine durante il primo periodo di gravidanza.
Il rischio assoluto di malformazioni cardiache aumentava da meno dell’1% fino a circa l’1,5%.
Si ritiene che il rischio aumenti con la dose e la durat a della terapia.
Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della p erdita di pre e post-impianto e di mortalita’ embrione-fetale.
Inoltre , un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardi ovascolare, e’ stato riportato in animali a cui erano stati somministr ati inibitori di sintesi delle prostaglandine, durante il periodo orga nogenetico.
Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, l’i buprofene non deve essere somministrato se non in casi strettamente ne cessari.
Se usato da donne in procinto di concepimento o durante il pr imo e secondo trimestre di gravidanza, la dose e la durata del trattam ento devono essere rispettivamente la piu’ bassa e il piu’ breve possi bile.
Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori de lla sintesi delle prostaglandine possono esporre il feto a: tossicita’ cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e iperten sione polmonare); disfunzione renale che puo’ progredire a insufficien za renale con oligoidroamniosi.
Inoltre possono esporre la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a: possibile prolungamento del te mpo di sanguinamento (un effetto antiaggregante che puo’ verificarsi a nche a dosi molto basse); inibizione delle contrazioni uterine risulta nte in travaglio ritardato o prolungato.
Conseguentemente, l’ibuprofen e e’ controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza.
L’ibupro fene e i suoi metaboliti possono passare in basse concentrazioni nel l atte materno.
Nessun effetto pericoloso per i neonati e’ ad oggi conos ciuto, quindi per trattamenti brevi con la dose raccomandata per dolor e e febbre, l’interruzione dell’allattamento non e’ generalmente neces saria.
Ci sono dimostrazioni che i prodotti medicinali che inibiscono la sintesi di ciclossigenasi/prostaglandine possono causare un indebol imento della fertilita’ femminile per effetto sull’ovulazione.
Questo effetto e’ reversibile dopo interruzione del trattamento.
La somministrazione del farmaco dovrebbe essere sospesa nelle donne che hanno problemi di fertilita’ o che sono sottoposte a indagini sulla fertilita’.

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